DaQuestaPartePrego

Natali

L’albero di mia nonna aveva palline di ogni colore, addobbi lanciati sui rami finti senza nessuna logica o gusto. L’albero di mia nonna era vecchio perché era lo stesso albero da vite addietro. L’albero di Natale di mia nonna aveva una lunghissima storia. Quell’albero prometteva moltissimo, tutti gli anni. Generalmente veniva addobbato nel ‘salotto buono’, quello che si apriva una volta l’anno per riunire tutta la famiglia. Era semplice la vita secondo mia nonna. La vita si doveva friggerla o, al massimo, farcirla. Io son così d’accordo con lei!

Barcelonando (che si legge barseloneando)

Le città sono persone: hanno caratteri, colori, misure, stili, punti deboli e capelli differenti. Barcellona è una ragazza con l'ombelico scoperto, le scarpe da ginnastica, il bikini sotto agli short di jeans. Barcellona è un ragazzo con la barba lunga, le occhiaie e il piercing sulla lingua, lo skateboard sotto l'ascella e una bottiglia di birra in mano. Barcellona è una signora di origini asiatiche con un'improbabile spagnolo, misto a catalano e ad accenti della sua lingua madre, che ti apre la porta di una camera d'albergo e finge di capire quello che le stai chiedendo.

Il cassetto delle cose di riposto

Nonna Gioia era pronta a tutto. Forse perché aveva attraversato la guerra con la forza di un orso che protegge i suoi cuccioli. La nonna sapeva sempre dove, sapeva come, sapeva cosa. La cucina della casa di nonna era la sala macchine di un'astronave verso il paradiso. La cucina della nonna bolliva, friggeva, impastava sogni. … Continua a leggere Il cassetto delle cose di riposto