Il mio sistema immunitario ha bisogno di un abbraccio

Il titolo di questo articolo risale al 17 aprile 2018. Ho il vizio di non buttare mai niente di ciò che scrivo. Prima o poi, penso, potrebbe tornare utile. Anche solo un titolo e un incipit possono essere un ottimo trampolino di lancio per una novità. Cassandra, ecco chi sono! E questo era l’incipit: ‘ComeContinua a leggere “Il mio sistema immunitario ha bisogno di un abbraccio”

Il giorno in cui morì Sepulveda

E’ per questo motivo che verrà ricordata la giornata del 16 aprile 2020. Sarà per sempre il giorno in cui morì Sepulveda. Troppo presto, siamo tutti concordi. Che beffa. Scampato a torture e persecuzioni, senza patria ne casa, finisce sconfitto da un virus: il temibilissimo covid-19. Chissà come l’avrebbe raccontato, lui, questo pessimo episodio dellaContinua a leggere “Il giorno in cui morì Sepulveda”

Come una donna antica

Nelle ultime settimane sono stata una di quelle donne antiche che abitano memorie lontane: instancabile. Donne con le mani sui fianchi, che le fanno somigliare a giare di terracotta; donne con i muscoli gonfi da calciatrici, donne dritte come fusi verso le loro mete, senza tempo per la stanchezza; senza tempo neppure per concepire l’ideaContinua a leggere “Come una donna antica”

Dei due lati voglio guardare il migliore

Ci sono periodi della vita, anche piuttosto lunghi, nei quali sembra andare tutto per il verso sbagliato. Sembra che i Numi si siano accordati per metterti costantemente i bastoni tra le ruote e gli esseri umani si facciano complici perfetti di questo assurdo dispetto. Le bestie e le persone si ammalano, gli inghippi sul lavoroContinua a leggere “Dei due lati voglio guardare il migliore”

In diretta da Casilina

Non sono mai in anticipo, quasi mai in ritardo. Oggi sono in anticipo di quasi venti minuti. E ho fatto già tutto: mail, farmacia, benzina, non fumo più quindi non posso passare dal tabaccaio… Ho un curry di verdure con basmati wild seduto al mio fianco qui sulla panda Camilla parcheggiata di fronte a unaContinua a leggere “In diretta da Casilina”

Natali

L’albero di mia nonna aveva palline di ogni colore, addobbi lanciati sui rami finti senza nessuna logica o gusto. L’albero di mia nonna era vecchio perché era lo stesso albero da vite addietro. L’albero di Natale di mia nonna aveva una lunghissima storia. Quell’albero prometteva moltissimo, tutti gli anni. Generalmente veniva addobbato nel ‘salotto buono’, quello che si apriva una volta l’anno per riunire tutta la famiglia. Era semplice la vita secondo mia nonna. La vita si doveva friggerla o, al massimo, farcirla. Io son così d’accordo con lei!