Barcelonando (che si legge barseloneando)

Le città sono persone: hanno caratteri, colori, misure, stili, punti deboli e capelli differenti. Barcellona è una ragazza con l’ombelico scoperto, le scarpe da ginnastica, il bikini sotto agli short di jeans. Barcellona è un ragazzo con la barba lunga, le occhiaie e il piercing sulla lingua, lo skateboard sotto l’ascella e una bottiglia di birra in mano. Barcellona è una signora di origini asiatiche con un’improbabile spagnolo, misto a catalano e ad accenti della sua lingua madre, che ti apre la porta di una camera d’albergo e finge di capire quello che le stai chiedendo.

Il cassetto delle cose di riposto

Nonna Gioia era pronta a tutto. Forse perché aveva attraversato la guerra con la forza di un orso che protegge i suoi cuccioli. La nonna sapeva sempre dove, sapeva come, sapeva cosa. La cucina della casa di nonna era la sala macchine di un’astronave verso il paradiso. La cucina della nonna bolliva, friggeva, impastava sogni.Continua a leggere “Il cassetto delle cose di riposto”

Al tempo delle cartoline

Quando era bambina mia sorella aveva una cartella rossa con i cuoricini rosa e il manico di plastica rosa. Già: cuoricini rosa, che romanticheria. Non mi è mai piaciuto il rosa perché era il colore delle femminucce. Ma quei cuoricini mi facevano allegria. Oggi, improvvisamente e non so per quale motivo, mi è venuta inContinua a leggere “Al tempo delle cartoline”

CAMMINARE

Che bella invenzione i piedi, soprattutto quelli montati bene all’estremità di gambe funzionanti, ben ammortizzate e dotate di ginocchia adeguatamente lubrificate e scorrevoli. Beh, anche le mie vanno bene: quello che non mi ha dato Madre Natura me lo son fatto io con il kit forza di volontà. Questa possibilità che abbiamo, di camminare, èContinua a leggere “CAMMINARE”

Accadde ieri, ovvero l’Almanacco del giorno prima

Le nonne a mezz’acqua con quei capelli dalla messa in piega perfetta, di color violetto, sembrano fatine; gli occhiali da sole sul naso, le montature dorate, i nipotini profumati di cocco a galleggiar loro intorno, infilati in ciambelle a forma di papere o di fenicotteri, le nonne con i costumi interi anni sessanta, neri oContinua a leggere “Accadde ieri, ovvero l’Almanacco del giorno prima”

E SE ANDASSE TUTTO BENE?

Phlip Roth, che con le parole se la cavava discretamente bene, smise di scrivere molti anni prima di morire. Chiuse la sua carriera con questa dichiarazione «Alla fine della sua vita il pugile Joe Louis disse: “Ho fatto del mio meglio con i mezzi a mia disposizione”. È esattamente quello che direi oggi del mioContinua a leggere “E SE ANDASSE TUTTO BENE?”

La bambina con le braccia larghe

Pensavo che nessuno dovrebbe morire in un ospedale, con la puzza di disinfettante, il bip delle macchine, i rantoli della gente che si confondono. Pensavo che dovremmo morire al mare o in montagna oppure in mezzo al bosco. Pensavo che la solitudine nei corridoi degli ospedali diventa un lago scuro, profondo, e non hai altraContinua a leggere “La bambina con le braccia larghe”

Facaldo

Ve lo ricordate quello spot dove una ragazza strafiga ripeteva con voce monotona ‘Antó fa caldo’. Le due parole fa e caldo si fondevano in un solo suono, tanto facevacaldo. Come fossero di burro. Avrei troppe cose serie da dire, cose importanti, ma non mi sopporto più con tutte le mie battaglie per la veritàContinua a leggere “Facaldo”