Dei due lati voglio guardare il migliore

Ci sono periodi della vita, anche piuttosto lunghi, nei quali sembra andare tutto per il verso sbagliato. Sembra che i Numi si siano accordati per metterti costantemente i bastoni tra le ruote e gli esseri umani si facciano complici perfetti di questo assurdo dispetto. Le bestie e le persone si ammalano, gli inghippi sul lavoroContinua a leggere “Dei due lati voglio guardare il migliore”

In diretta da Casilina

Non sono mai in anticipo, quasi mai in ritardo. Oggi sono in anticipo di quasi venti minuti. E ho fatto già tutto: mail, farmacia, benzina, non fumo più quindi non posso passare dal tabaccaio… Ho un curry di verdure con basmati wild seduto al mio fianco qui sulla panda Camilla parcheggiata di fronte a unaContinua a leggere “In diretta da Casilina”

Natali

L’albero di mia nonna aveva palline di ogni colore, addobbi lanciati sui rami finti senza nessuna logica o gusto. L’albero di mia nonna era vecchio perché era lo stesso albero da vite addietro. L’albero di Natale di mia nonna aveva una lunghissima storia. Quell’albero prometteva moltissimo, tutti gli anni. Generalmente veniva addobbato nel ‘salotto buono’, quello che si apriva una volta l’anno per riunire tutta la famiglia. Era semplice la vita secondo mia nonna. La vita si doveva friggerla o, al massimo, farcirla. Io son così d’accordo con lei!

L’ orizzonte

Il mare mi circonda. Abito in una torre sospesa sul mondo, giusto in faccia al mare. Odio l’ora di filosofia, non odio la filosofia. Al prof di matematica dico “Non ho capito, ripetiamo?”. Sempre. Odio la scuola, ma adoro i libri e sono curiosa come una scimmia curiosa. Ho un sacco di segreti. Nessuno sa veramente chi sono.

Barcelonando (che si legge barseloneando)

Le città sono persone: hanno caratteri, colori, misure, stili, punti deboli e capelli differenti. Barcellona è una ragazza con l’ombelico scoperto, le scarpe da ginnastica, il bikini sotto agli short di jeans. Barcellona è un ragazzo con la barba lunga, le occhiaie e il piercing sulla lingua, lo skateboard sotto l’ascella e una bottiglia di birra in mano. Barcellona è una signora di origini asiatiche con un’improbabile spagnolo, misto a catalano e ad accenti della sua lingua madre, che ti apre la porta di una camera d’albergo e finge di capire quello che le stai chiedendo.

Il cassetto delle cose di riposto

Nonna Gioia era pronta a tutto. Forse perché aveva attraversato la guerra con la forza di un orso che protegge i suoi cuccioli. La nonna sapeva sempre dove, sapeva come, sapeva cosa. La cucina della casa di nonna era la sala macchine di un’astronave verso il paradiso. La cucina della nonna bolliva, friggeva, impastava sogni.Continua a leggere “Il cassetto delle cose di riposto”