Per Claudio

E chi se lo aspettava tutto questo? E’ stato davvero come prendere un pugno in faccia dal nulla, senza alcun preavviso. Dovevo assolutamente parlarti, trovare il tempo di farlo, perché ho un mare di cose da dirti. Perché non è che il tempo e la distanza e le strade che si biforcano e si separano, no, non è che possano cancellare o attenuare il bene che ci si è voluti, le risate, le arrabbiature, i ricordi, i tentativi, la vita oddioquanta vita c’è stata in quel tratto di strada percorso assieme. Ci penso e rabbrividisco. E sono davvero stanca, ma stanotte devo assolutamente parlare con te, prima che ti allontani troppo da questa terra martoriata, mentre ancora aleggi fra di noi, spaesati, inermi. Non bisogna perdere tempo!!! Io adesso mi preparo latte e cioccolato, di quello veg si. Sole dorme. E mi prendo il tempo di parlarti, perché ho l’anima in subbuglio e ho bisogno di stare un pò con te. E con la scusa che siamo tra noi, chiamo anche la cana ad accoccolarsi sui miei piedi…ekke diamine, avrò diritto anche io di piangermi ste mazzate!!!

Ho ritrovato queste immagini della Medea di Roma. Chissà che mi dicevi. Io avevo una gamba fuori uso e ci stavamo preparando per il grande sogno di New York. Che grinta, ragazzi. Senza mai perdere un colpo! Invece, della foto in cui ti metti la mano sulla gola, so esattamente cosa stavi per dire. “Ho la bocca asciutta. Devo bere. Portatemi acqua!’. Avevi sempre urgenze per le quali accorrere e ordini da dare, e buonumore, tanto. Rivedo queste immagini e, improvvisamente, mi sembra ieri. Mi sembra ieri attraversare Central Park, mi sembra ieri perdersi nel gelo della notte newyorkese, mi sembra ieri che i costumi bianchi diventano rosa per via di una lavanderia a gettoni, mi sembra ieri vederti tuffato con la faccia dentro a una pizza ai mille formaggi e ridere ridere ridere come si rideva da bambini. Tu non puoi morire. Non riesco a pensare a una vita più vitale della tua. Ma che maledetto incubo è questo?

Non lo so. Forse l’Universo mi parla anche a colpi di tragedie. A un certo punto mi son sentita stanca, talmente stanca da chiudere a doppia mandata una delle parti migliori di me e non sentirla più, non volerla. I poeti, lo sai, non son solo quelli che scrivono poesie: son quelle povere anime che vibrano troppo e una prosa scarna non le può contenere. Hanno bisogno di placare il vento per non volare via, a volte. Poi Sole mi ha riportata sulla terra e ho dovuto ancorarmi. Improvvisamente, la notizia della tua perdita, appresa per caso, da un social, mi ha presa a schiaffi e mi ha schiantata indietro nel tempo e lì, in quel tempo prezioso, ho rivisto quella parte di me della quale ho nostalgia e che si sta facendo strada per tornare a casa. Ti sarebbe piaciuta Sole e tu a lei. Avreste riso a crepapelle e mangiato fino a scoppiare: tu con mille formaggi e lei tutto veg, ma di sostanza.

Ho vissuto il teatro come mezzo per la libertà di essere quello che siamo, come luogo dell’anima nel quale non esiste giusto e sbagliato, ma si esiste e basta. 

Quando son venuta a insegnare nella tua classe di teatro, tu mi hai guardata con sospetto e mi hai detto: “Chi sei tu? Al posto di chi vieni?”. Non sapevo se ridere o se piangere. Ho pensato che fossi un osso duro e che il tuo giudizio avesse un gran peso tra i tuo compagni. Avevo ragione. Ma non ci è voluto molto perché voi tutti vi fidaste di me. C’è stata magia. ‘A matti…andiamo, su, bisbigliavo dietro le quinte e tu che ridevi e ti si sentiva dalla scena. ‘E dai, Roberta, smettila’…però ti veniva da ridere e io che mi sentivo benedetta da tutte le divinità perché stavo facendo teatro con trenta matti. Poi mi son lasciata travolgere, dalla delusione, dai colpi bassi, dalla stanchezza, dalla fame, dal freddo. Ho perso la ragazza che andava dritta come un fuso verso il suo obiettivo, ho perso la fede e la determinazione. Però lo sapevo che sarebbe, prima o poi, saltata dentro casa dalla finestra. Ora mi ricordo tutto e te più di ogni altro e non voglio credere che quella risata contagiosa, quell’appiccicume mortale per un porcospino come me, quella simpatia immensa…tutto quel fiume in piena di vita…non potrò più incontrarlo, neanche per caso, se non nei miei ricordi più belli, in quel volo Roma New York sul quale A. ha pronunciato il mio nome per la prima volta.

Diversamente abili…mah…attori immensi, drammaturghi stupendi, persone vibranti e sensibili, amici, fratelli, umani fin troppo umani…vere bestie da palcoscenico ed esplosioni di colori e risate e bocche piene di cibo che vuol dire fame di vita…fame d’amore…che vuol dire quel prezioso carrozzone delle meraviglie sul quale c’è posto per tutti perché a teatro, si sa, niente è per finta e niente è per davvero, ma tutto è.

Mancherai, Claudio. Immensamente. E ora vai, che Gigi ti aspetta.

Pubblicato da Floppartista

Roberta Guerrera is an actress and multidisciplinary artist born in Italy. She is graduated in theatre and cinema. Since having finished a BA in Theatre and Drama at La Sapienza University in Rome she has branched into experimental and socially inclusive theatre and has studied and performed with artists from England, Czech Rep, Spain, Russia, Argentina, Denmark, Germany, Egypt, Australia and Italy. She has performed with touring companies and also with her own groups such as OffProjectTheatre and Off Theatre. She has been featured in many stage productions, plays, movies and dance perfomances. She has been leading workshops in theatre and drama, has worked in many theatre integrated courses for ‘Italian Federation of Social Theatre’ and collaborates with Teatro Patologico. Artistic director in many children theatre festivals she has worked on plays and workshops exclusively directed to young people. She is also a playwright, screenwriter, a contributor to magazines and journals and a novelist. Her plays have been staged in various contemporary art festivals in Italy. She is currently working as actress in Italian theatre and cinema productions and as theatre and drama teacher with schools and art factories in Lazio (Italy). She also works in contact-tango, physical theatre and contact-improvisation, creating and participating in performances. She's obsessed with stories: telling, listening to, eating, acting, inventing them. It's everything about stories!!!

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