Gioie condominiali

latte d'oro
latte d’oro su scrivania mentre fuori tutto esplode

Meditazione, yoga, pilates, birra, melissa, zenzero e cannella, danze tribali e mantra…si, funzionano, ma il loro beneficio ha la durata di una di quelle belle sigarette che mi fumavo fino a qualche anno fa, soddisfatta e incurante di ogni conseguenza. Che bellezza era stare con quella schifezza tra le dita e fregarsene di tutto e di tutti. Ogni volta che avevo un vuoto ci infilavo una sigaretta, invece di godermelo quel bel sano vuoto. La vicina di casa urla e tossisce, tossisce e urla.

E poi c’è lui, il fratello dell’uomo sulla sedia a rotelle con i guanti da cucina gialli; lui che è venuto ad abitare su questo fortunato pianerottolo pochi anni fa (troooppiiiiiii!!!), lui che urla ‘Giuuuuuuliiiiooooo, aiuto, soccorso, muoio, ho fame, fammi uscire, fammi entrare, Giulioooooooooooooooo, fammi il Lysen, dammi il latte, aiuuuutoooooooo, Giuliooooooooooooo. Ci sono loro, Giulio e il fratello che urla, loro che niente è troppo strano o troppo molesto per essere agito. Ci sono loro che hanno accumulato talmente tanta roba dentro quell’appartamento da non poterci più entrare. Il fratello gridante ha messo il letto attaccato alla porta di ingresso. Potete immaginare che capita tutte le volte che quello sulla sedia a rotelle deve entrare o uscire. E l’altro che grida come un ossesso “Nooooo, non mi colpire il letto con le ruote” e quello che lo incalza “Spostati, ti ho detto di spostarti” e il rumore del letto e della sedia che sbattono sul legno della porta ecchefortuna eh.

E l’odore? Un odore di cimitero scoperchiato che entra nella mia camera da letto se tengo la finestra aperta,un odore pestilenziale che invade il pianerottolo e si insinua in ogni angolo di casa; un odore incancellabile.

Cana ha il terrore di Giulio sulla sedia a rotelle. Giulio che lascia una scia di olezzo insopportabile. Giulio che studia sul pianerottolo quando la notte si accendono le luci al neon, perché i tremendi fratelli non hanno più la luce in casa. Vivono a lume di candela. Temo che un giorno o l’altro ci manderanno in fumo. Immaginate cosa si provi nel cuore della notte a vedere Giulio immobile sul pianerottolo, in penombra, sulla sua sedia a rotelle, con i guanti gialli, a leggere degli appunti, sussurrando strane formule. Non ho troppa fantasia: il paradosso mi segue. Sono braccata dalle strane storie. Siamo, io e Cana, inseguite da mondi fantastici e, talvolta, piuttosto molesti.

Provo a fare una tisana. Io qui sto lavorando e nessuno sembra farci caso, neanche la pianista del palazzo di fronte che suona come fosse Mozart a un concerto, con pedale a  palla e finestre aperte. AAAAAAahhhhhhh, che bella cosa la musica quando decidi di ascoltarla. Ho deciso, qui urge un intervento forte e diretto. Mi faccio un bel latte d’oro con bevanda d’avena e sovrappongo caldo a caldissimo. Il latte d’oro con la curcuma e l’olio di cocco è un altro dei miei innumerevoli rituali. Mi mette in pace con il mondo, anche quando il mondo prevede una pianista impazzita e due fratelli rompiballe e troppo rumore per nulla.

Dunque, facciamo un pò di conti. Sveglia alle 6.50. Passeggiata canina, colazione, meditazione con pediluvio di Cana, doccia…reduce da giornate indegne, nottate insonni e da pessime notizie, adesso potrei mettermi nel mio studio, quello che ho creato con mesi di smonta e rimonta casa, sulla mia enorme scrivania e potrei yhei…lavorare. Potrei mettermi qui a scrivere e ricercare mentre sorseggio un latte d’oro e lo scirocco mi penetra nel cervello dissolvendo ogni buon proposito.

Niente. Ha ragione lei, la vita, a dirti che non puoi fare programmi. Hanno ragione tutti. Credo che mi godrò il concerto che si sta svolgendo nel palazzo di fronte visto che il fratello di Giulio ha temporaneamente smesso di gridare e alla signora del primo piano deve aver fatto effetto lo sciroppo per la tosse terribile che la attanaglia (e ammorba me) da anni.

Ma… un corriere sbaglia citofono e suona da noi. Cana, che ha il peggior carattere che sia stato inventato dopo il mio, comincia ad abbaiare insistentemente e, conoscendola, non smetterà per un pezzo…come sa essere esasperante, lei…e d’incanto tutti i telefoni si mettono a squillare perché qualcuno vuole fare promozione e non si accontenta della segreteria del fisso che dice che non c’è più neanche posto per i messaggi e mi chiamano sul cellulare da tutta Italia, magari perché vogliono vendermi un contratto per una pay tv (non ho la tv), e l’ambulanza passa e ripassa che sarà mai capitato?, ma, ecco che, tadaaaaaaaaaaaaaaa, al piano terra attaccano lavori di trapani e martelli, ma va bene così; la pianista fa una piccola pausa.

Il latte d’oro ci basterà? Ricomincerò a fumare? La pianista attacca nuovamente.

Voglio andare a vivere in campagnaaaaa aaaa aaaaa aaa aaaa…

TO BE CONTINUED

7 pensieri riguardo “Gioie condominiali

  1. Io vivo in campagna. La casa più vicina é a 500 metri in linea d’aria. In mezzo solo campi. Il mio vicino ha in giardino delle casse da concerto e piazza musica di tutti i generi a tutte le ore (beh non proprio TUTTE le ore). Ma dopo aver letto il tuo post non mi lamento più…

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