Pulizie di Pasqua

Passioni al sole
Passioni stese al sole

Da giorni provo a trovare il tempo per scrivere. Niente nada nothing no way: di tempo non ne avanza…uffah!!! Ma… io…io sono capocciona, come dicono i bimbi che mi hanno in carico come tutor, e…quindi…eccomi quà, prima o poi…dovevo riuscirci. Stile veloce italiano mediocre, ma molta immaginazione e moltissima voglia di raccontare. Se non vi sta bene? Cambiate canale, semplice. Bannatemi, cancellatemi, defenestratemi o come vi pare. Tanto io sempre qua sto. Jejejejejeje. Quello che mi urge raccontarvi è che ho finito (quasi,ma le basi ci son tutte) lo smontaggio e rimontaggio di casa. Sto scrivendo dal mio nuovo studio  ex-camera da letto. Yeahhhhhhhhhhhh!!!

Ho scavato come un’archeologa, con la determinazione di Lara Croft, l’urgenza della protezione civile, l’appeal di puffo brontolone, e ce l’ho fatta. Ho lavorato ininterrottamente per tutto il week end pasquale. Altro che pasquetta al mare, sole e braciole(di tofu). Io dovevo tenere fede al mio giuramento. Finalmente, son venute alla luce tre stanze della casa, ossia tutta la casa. Anche nel bagnetto di servizio si vede nuovamente il pavimento: 70 centimetri nei quali abitano un water, un lavandino e, udite udite, una lavatrice, che, a essere onesta, somiglia più a una cartolina che ad un vero e proprio elettrodomestico.

Perché???

Perché sottoporsi a tanto stress, convivere con oggetti accatastati, somigliare sempre più a una clochard, mandare tutto all’aria per mesi, rinunciare all’agio di una casa ordinata e alla tranquillità delle cose lasciate così come sono??? Perché nessuno rinasce, progredisce, si evolve, senza aver messo sottosopra le precedenti certezze; perché questa casa è il perno sul quale ruota la mia vita, è il nido cui ritorno, la trincea dalla quale combatto, il luogo dove ho imparato a prendermi cura, a essere responsabile, a dare forma, a mettere i piedi per terra, a cavare sangue dalle rape. Questo luogo reale e simbolico cambia forma come io cambio forma. Cana rimane la costante: affamata, anarchica, affezionata, amabile.

Durante questo lungo e non facile processo, lei spuntava dagli angoli, sbuffava per via del caos, si adattava alle pile di oggetti sparse per casa,inciampava e si rassegnava. La sua faccia buffa e il suo caratteraccio mi hanno sollevata e appesantita, contemporaneamente e inevitabilmente, nel corso di questo lunghissimo momento di transizione.

Quante memorie ho ritrovato, ricordi che non si possono buttar via, ma vanno ‘processati’ e archiviati. Ogni volta mi fermavo per un pò. Mi sospendevo per considerare chi sono stata, chi sono, chi sarò, cosa voglio lasciar andare e cosa son costretta a tenere perché senza memoria si sprofonda.

 E poi rassegnarmi al fatto che le linee pulite, l’arredamento essenziale, gli spazi vuoti…no, proprio non mi appartengono.

Io somiglio a una Frida Kahlo dei poveri, con tocchi di Actors Studio, accademie polverose, prugna e pervinca, manuali di psichiatria, tentativi di librerie simmetriche, disegni di bimbi, giacigli canini, colori ovunque e scatole di oggettini, legno, luce, sipari, teatro, fogli, parooooleeeeeeee ovunque, idee, invenzioni, bambole ballerine a misura naturale, locandine e paroooooooooleeeeeeeee, cavi, schermi, libri, libri, quaderni, quaderni…creazioni,caos e caos creativo…tutto questo ha preso una forma e un ordine. Ci credereste??? Io ancora stento a farlo, ma è vero!!!

Finalmente posso maneggiare tutto ciò che è saltato fuori dalla scatola dei nuovi progetti-sogno. Roba da trattare con i piedi per terra e la testa tra le nuvole. Cose di lavoro e di vita privata che spingono per mettersi a capofila della lista delle priorità. Per fortuna, il mio lavoro, anche quella parte obbligata da motivi di sopravvivenza economica, non può vivere separato dalla mia vita privata. Ho lavori che,nel bene e nel male, richiedono la presenza della mia anima.

I nuovi progetti prendono forma sull’enorme scrivania che mi son concessa, con schemi sparsi su divano e pavimenti, con il quadro che dipinsi con nonno Mimì quando avevo cinque o sei anni, con la cana che alterna soste nei vari posti letto/cuccia a incursioni alla ricerca di cibo e coccole (più cibo, direi).

Vi lascio. Torno a lavoro. Felice di essermi potuta concedere questa piccola cronaca di una grande trasformazione. A bientot!

 

3 pensieri riguardo “Pulizie di Pasqua

  1. Ah ecco. Giusto questa mattina stavo parlando con me stesso e dicevamo appunto é un po’ che non si sente Floppa. Lui sosteneva che ti eri stufata di scrivere sul blog (succede), io come al solito pendevo per una situazione più tragica (succede). Felici entrambi di vedere che non è successo nulla di tutto ciò. Per cui bentornata e buon proseguimento di sposta/butta/riordina/pulisci…
    Una rastrellata sulla pancia anche a Cana…

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    1. Maccheeeeé stancata di scrivere. Dovrete stancarvi prima voi. É il tempo traditore che non mi basta mai, ma mi organizzo, eh. Qui Cana russa e ringrazia del pensiero. Al terzo te facciamogli dire che sono scappata con un bel giovane (Cana nello zainetto) e stiamo girando il mando in mongolfiera, pazzi d’amore. Baugrazie

      Piace a 1 persona

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