SOLO UNA BESTIA

masha-e-orso
Disegni di Oleg Kuzovkov, Andrei Dobrunov e Dmitry Loveiko. Masha e Orso è una serie realizzata dallo studio russo Animaccord.

La compassione dovrebbe essere una sola, credo. Non mi convince l’idea che si possa essere compassionevoli a compartimenti o a settori. Continuo, però, a interrogarmi. Mi faccio infinite domande, non mi do tregua, perché, in un modo o nell’altro, certe aberrazioni devo spiegarmele. Oggi, per esempio, ero appena uscita da una lezione di inglese in un palazzo che frequento da anni, e sono stata attratta dal lamento straziante di un cane. Sembrava il pianto di un bambino. So leggere bene i suoni dei cani: ho una lunga esperienza di cana capricciosa e rompiscatole. Quello era un grido disperato, era una richiesta d’aiuto. Ho individuato il luogo dal quale proveniva. Si trattava di un terrazzino minuscolo. Non potevo vederlo, sentivo solo il suo lamento e le unghie che graffiavano le imposte serrate. Sono riuscita a capire che era stato chiuso fuori. Ho controllato bene (potevo vedere la parte superiore delle porta finestra che era inequivocabilmente chiusa) per non far la parte di quella che grida ‘al lupo, al lupo!’ senza cognizione reale della situazione. Era chiuso fuori, inequivocabilmente. E soffriva, inequivocabilmente.

Sentendo la mia presenza, la povera bestiolina si lamentava ancora più forte. Guaiva e graffiava. Avrà pensato che potevo far qualcosa per lui. Forse avrà riconosciuto il passo di una che, certo, non passa indifferente al grido d’aiuto di un essere vivente. La compassione è una sola. Non ci sono compassioni a cassetti o stagionali. Ce l’hai e la pratichi oppure sei di un altro partito e va bene così, ma non mi piaci. Ti rispetto e, contemporaneamente, non mi piaci affatto.

Mi appunto il nome dei proprietari di casa che leggo sulla targhetta del campanello. Provo a chiamare la polizia municipale, ma Roma è in emergenza neve. Non ci siamo abituati. La città arranca e le forze dell’ordine sono oberate di lavoro. Il numero mi segnala un tempo di attesa di trenta minuti che, anche in caso di incidente stradale o emergenza umana, mi sembra davvero infinito. Allora mi ricordo che c’è un servizio del comune allo 060606 che dovrebbe rispondere a questo tipo di esigenze. Certo, l’ultima volta che li ho chiamati per trovare un albergo (a Roma caput mundi) adatto a un’amica in carrozzina, non mi hanno saputa aiutare, ma io non voglio perdere la fiducia. Ci riprovo. Me lo ha detto la signora della LAV e dei biscotti a Cana che,in questi casi, devo chiamare il Comune. Mi risponde un signore con uno strano accento.

– Buonasera, vorrei sapere a chi posso rivolgermi per segnalare la situazione di un animale … – e spiego per filo e per segno di cosa si tratta. Lui tace per un pò, poi mi fa: – Beh, la situazione andrebbe monitorata per qualche giorno e poi si dovrebbe capire di che cane si tratta. Magari è un siberian husky e non soffre il freddo. Magari il proprietario torna presto per portarlo a passeggio…- Magari il cane vuole partecipare a un concorso canoro e si sta esercitando nei gorgheggi, penso,ma non lo dico. Voglio evitare di discutere finché non avrò capito a chi rivolgermi. Niente.La cosa va per le lunghe.Il tipo dallo strano accento mi parla con tono ironico.Risentito. Bah. A un certo punto lo interrompo e gli chiedo -Può, semplicemente, dirmi a chi ci si rivolge in questi casi? -. Si risente. A un certo punto dice che è stressato perché lavora da otto ore e fa battute sulla nostra totale incompatibilità di carattere e sul fatto che non potremo mai sposarci. Io gli rispondo che non ho chiamato in cerca di marito, ma per dare una mano a una bestia in difficoltà. Non ha senso dell’umorismo. Zero.Finalmente mi passa il posto di polizia di competenza. Attendo in linea, ma non risponde nessuno.Poi mi ritrovo ancora a parlare con Stranoaccento Zerocompassione. Mi dice che la polizia di Marconi è impegnata in altre emergenze, mi fa capire che,in questi giorni di neve, hanno ben altro da fare. – Il poliziotto, dice Stranoaccento, mi ha detto che anche il suo cane lo sta aspettando sul terrazzo e che andrà a fargli fare una passeggiata non appena finito il turno -. Paese di compassionevoli, vedo. Parliamo dello stesso commissariato nel quale hanno rifiutato di accogliere una denuncia per tentato furto della mia auto e una per essere stata buttata fuori strada da  un automobilista probabilmente ubriaco. In quest’ultimo caso ho fatto il diavolo a quattro finché loro non mi hanno ascoltata. Come? Ho dovuto acquistare un foglio di carta, scrivere la denuncia di mio pugno (l’auto era stata noleggiata dalla compagnia per cui lavoravo e ne rispondevo io) e mettermi in fila, ossia prendere l’ultimo posto. Quella volta l’ho vinta io. Questa volta abbiamo perso sia io che la povera bestiolina che mi ha chiesto aiuto.

‘Mi dispiace, sussurro al cane che oramai vive nella mia testa, io ci ho provato, davvero. Non mi importa che mi rispondano con sarcasmo, che, velatamente, mi diano dell’imbecille, che facciano fatica a trattenere la rabbia che provoca loro l’idea che io non consideri le bestie degli esseri di serie B. E’ solo che avrei davvero voluto metterti al caldo e non ci son riuscita. Scusami. Ma anche tu, sii comprensivo, sei solo una bestia. Loro hanno altro da fare’.

Vado via,aggiungendo un’altra tristezza a questo periodo colmo di inutili violenze. Passo dal negozio di scarpe come avevo in programma di fare e mi porto dietro un buco nero nello stomaco. Acquisto degli stivali sintetici. Vado alla cassa e la ragazza che mi fa il conto comincia a spiegarmi che devo inserire un sottopiede di pelle se voglio stare comoda. Parla e parla e io annuisco perché non ho voglia di spiegarle che acquisto stivali sintetici di proposito e non perché sono una sfigata. Ma quando lei va dritta all’espositore, prende le solette di pelle e fa il gesto di metterle nella mia busta, le dico con tono secco: ‘Quelle no, grazie: sono vegana’. Mi guarda con disgusto. Annuisce e le rimette al loro posto. Che fatica, ragazzi. Doversi giustificare perché non vuoi uccidere o, meglio, cerchi di uccidere il minimoindispensabile, provi a stare in equilibrio con il respiro dell’Universo. Figuriamoci poi, quelle madri deficienti, che non avevano voglia di spiegare ai loro bambini (che hanno capito già da un pezzo, purtroppo) che si può far dono di un meraviglioso essere vivente ucciso per l’occasione e imbalsamato per far bella figura. D’altro canto i russi, in questo periodo, hanno mostrato di avere un gran talento in queste faccende! Povero preside illuminato, gemellato con il paesino russo, che si è visto costretto a inventare la favola dell’orso morto di raffreddore e poveri noi che ce lo siamo dovuti sorbire su radio, tv (che io non ho) e social per le ultime 48 ore. Poi…avanti un altro.

Sarebbe un’ottima idea non dare dell’imbecille a chi la pensa diversamente da noi, non dividere il mondo in ‘chi la pensa come me’ e ‘chi la pensa male’. Sarebbe cosa santa cominciare a pensare che il punto di vista degli altri è sacro anche se non condiviso e che non rientra nei nostri diritti costituzionali, insultare, sminuire e sbeffeggiare chi ha un’altra opinione.

Concludo con una breve riflessione. Da bambina ho sofferto in modo terribile perché nessuno riusciva a spiegarmi la legittimità della violenza e dell’ingiustizia. Dicevano che ero troppo sensibile. Sorridevano con aria di commiserazione e liquidavano la questione con il solito ‘Capirai da grande’. Ebbene,io non vi capisco, non vi approvo, spesso vi odio, ma vi rispetto. Avete diritto di esistere di esprimere le vostre opinioni. Certo sarebbe bene chiarirvi le idee sulla faccia da fare quando qualcuno si dichiara vegano e pacifista. Quella che fate voi è, perdonate la presunzione, la faccia sbagliata. E’ la faccia da…’Sono mafiosa, fabbrico armi, vendo droghe sintetiche, evado le tasse, odio i forestieri, rubo alle vecchiette fuori dall’ufficio postale…insomma cose così. Meditate a lungo e con calma prima di dare dell’imbecille a qualcuno. Potrebbe tornarvi indietro in modi e tempi inaspettati.

Intanto loro disegnano Masha e Orso e guai a far del male a questo, di bestione, questo è buono perché è di cartone!

4 pensieri riguardo “SOLO UNA BESTIA

  1. Ciao Floppartista, di solito non leggo gli articoli molti lunghi ed infatti i “guru del web” sconsigliano di scriverne. In questo caso i temi erano tali da indurmi a farlo. La risposta dovrebbe essere altrettanto lunga, vediamo se riesco a contenermi. Innanzitutto quando ero a Rm e quando ci torno, dovremmo essere vicini di casa. Tanti anni fa passando sulla ciclabile da Ponte Marconi al Ponte di Ferro salvai un riccio che era rimasto incastrato nella rete di recinzione lato fiume. Un gruppetto impotente e pietoso faceva capannello intorno alla bestiolina che più si spaventava più si gonfiava e più rimaneva imprigionata. Mi feci prestare da un meccanico una sega per ferro e tagliai la recinzione. Con beneplacido di un Vigile urbano che “chiuse un occhio” e non mi denunciò…. Questo per dire che per fortuna non siamo tutti uguali, neanche i vigili…. Anche l’operatore (donna) del 060606 che ho avuto occasione di interpellare, m’ha gentilmente preso un appuntamento con una guida del comune per far visitare il monte dei cocci ad un gruppo di miei amici in visita alla capitale. Trent’anni fa andavo in bici per Roma che ancora lo facevano in pochi. Qualcuno, con la scusa del mezzo di locomozione, m’additò come “diverso” alludendo a più sensibili diversità ed io sarei stato ben felice di esserlo effettivamente per il solo gusto di essere “diverso” da quel deficiente. Infine Floppa, per il cagnolino abbiamo una speranza: che sia stato lasciato sul balcone per errore, come ho fatto io con i vasi del prezzemolo gelati da Burian. Non c’è da vantarsi di aver dimenticato al freddo un essere vivente ma è un pochino meno grave di averlo fatto scientemente. Invece per tutte le altre violenze che accadono tutti i giorni, anche a danno di esseri umani, non abbiamo proprio speranze.

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    1. Per fortuna ce ne sono tanti di esseri umani, operatori telefonici, poliziotti,vigili urbani e via dicendo che son persone compassionevoli. Non avrebbe senso continuare a credere se così non fosse. Per quanto riguarda gli altri, sarebbe già un buon principio, se smettessero di usare quel tono di superiorità così fastidiiioooosooooooo. Mi rendon difficile la scelta di pace 😉 Grazie del commento: mi fa compagnia nella mia ‘balordaggine’!

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  2. Quasi trent’anni fa io e mia moglie diventammo vegetariani. Poi vegani. Per motivi prettamente etici. All’inizio di questa scelta pensavo fosse una missione convincere più persone possibili a ragionare sulla questione. Non mi sembrava possibile che, pur esponendo delle ragioni etiche e scientifiche che a mio vedere sono inattaccabili e ineccepibili, non riuscissi a convincere nessuno. Ora che ho raggiunto il mezzo secolo ho realizzato che è impossibile far cambiare idea a qualcuno che non è già predisposto a farlo. Si nasce vegetariani o vegani, lo si ha nel DNA. Mi è bastato entrare in contatto a vent’anni con un vegano e sentirlo parlare perchè mi si aprisse un mondo. E’ bastato un soffio per spingermi dalla parte giusta. Per la maggior parte delle persone, per lo meno nella realtà italiana, non basta un caterpillar a manetta per fargli anche solo valutare l’ipotesi che non mangiare animali sia una cosa positiva, oltre che giusta. Come nel tuo caso, vengo trattato con aria di sufficienza, come a dire, poverino, non sa cosa si perde… Nei mezzi di comunicazione poi, viene dato spazio a vegani molto spesso estremisti o non sufficientemente preparati sull’argomento, che alla fine danno un’idea sbagliata di tutta la faccenda.
    Insomma, tutto questo pippone solo per dire che condivido pienamente il tuo pensiero.
    PS: La storia delle solette capita sempre anche a noi… 😉

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    1. Grazie della condivisione: mi aiuta a sentirmi meno sola e, soprattutto, risparmia alla povera canella russante una serie di sproloqui sulle brutture del genere umano. O forse no. Mi sa che la ossessionerò comunque tanto lei mira sempre a biscotto 😉

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