A dirmi ciò che non mi han detto

SanValentino
Oggi, all’ora del biscotto, era così!

Siamo una cana e una ragazza (cresciuta ragazzina) che si abbracciano su un enorme cuore rosso con le orecchie. Come potremmo, proprio noi, Floppartista e Cana, non dedicarvi un pensiero per San Valentino. Sarà un banalissimo pensiero d’amore. Sarà il bigliettino nel cioccolatino o quello nel biscotto della fortuna. Sarà un puzzle di aforismi da lasciare sul banco della compagna di classe per veder che effetto fa. Sarà come un apostrofo rosa tra le parole ‘ti amo’. Sarà il mazzo di rose rosse per il compleanno, l’anello col brillante per chiederti se vuoi sposarmi, il biglietto per il concerto del tuo cantante preferito. Sarà il tuo deejay che ti chiama per farti una dedica da parte di una persona che…no, non me l’aspettavo, ma che bella sorpresa.

Siamo qui a dedicarti una dedica come una scatola di cioccolatini a forma di cuore (sia la scatola che i cioccolatini), come una coppia di tazze per fare colazione assieme.

Ci saranno giorni, come questo, in cui ti sembrerà di essere finito e sarà per l’ennesima volta; giorni in cui tutti i ‘mai più’ pronunciati in passato ti appariranno assurdi, li avrai sullo stomaco e ti sarà impossibile digerirli. Saranno giorni bui. Ci saranno giorni in cui coloro che hai più amato ti avranno devastato l’anima lamentandosi, poi, ferocemente, ripetutamente, del fatto che tu , all’improvviso, l’anima te la sei portata via perché smettessero di turbarla, dimenticando, subito dopo, dove l’ avevi nascosta. Ci saranno giorni di tempesta e giorni di un buio impenetrabile, pezzi di sogni con spigoli acuti conficcati ovunque. Saranno giorni di una lunghezza infinita eppure troppo brevi per poterli salvare. Ci saranno giorni della tua vita, quella che desideravi perfetta, traboccante di gioie, strappati come ingiustamente si possono strappare le pagine di un buon libro solo per capriccio o per dispetto. Ci saranno giorni ingiusti perché il caso…o non esiste, oppure non è affatto giusto. Ci saranno giorni che, per quanto ti applichi con tutte le tue forze e con la solita determinazione, non si caverà un ragno dal buco. Ci saranno giorni tristissimi, privi di qualunque speranza.

Ci saranno giorni in cui avrai davvero bisogno che ti arrivi una lettera con un bel francobollo dal Paese delle parole dovute e io te la mando oggi: aprila tutte le volte che avrai un giorno così.

Cara me, in qualunque forma tu stia abitando l’Universo adesso, so che non è una bella giornata, che te la stai passando un po così e così. Non aver paura. Tutto passa. Tutto scorre. Ho trovato i tuoi disegni di bambina, nascosti in una scatola di latta a fiori, la stessa nella quale giacevano biglietti d’amore e di promesse mai mantenute. Mi è venuto da sorridere. Ho trovato i tuoi diari, le fotografie delle tue occhiaie, le ricevute degli psichiatri e psicologi e le cartoline da Londra. Ho anche trovato la minuscola bottiglia di acqua di colonia (vuota ovviamente) che la nonna ti metteva quando eri piccola. Si, anche tu sei stata piccola: è solo che non lo sapevi e non te la sei potuta godere. C’erano i libri che hai scritto, i racconti, le poesie, i copioni, le ricevute della nuova psicologa, i ritagli di giornale, il foulard azzurro che portavi sulla spiaggia quando avevi pochi anni. C’erano le foto dei ragazzi che son venuti a New York a fare la Medea, il biglietto del teatro, le salviettine dei bar con gli appunti e i disegni, le pietre raccolte su una spiaggia di Dover e quelle greche, le pietre del Dodecaneso. C’erano i verbali di pronto soccorso, quelli di quando ti hanno preso a pugni sulle spalle e sulla fronte mentre pensavi ‘devo svegliarmi altrimenti si mette male’. Ho trovato gli articoli che hai scritto su tanti argomenti assurdi, le newsletter create, i biglietti del cinema con le dediche del tuo ex, la foto ricordo di zia Pina e le figure dei cuccioli cercamici che ti hanno regalato le bimbe chissà quanto tempo fa. C’era l’odore del vento mentre contemplavi l’Oceano dalle isole Cies, il gelo che penetrava nelle gambe quando hai provato a bagnarti, il biglietto per Praga, prima che Libor morisse e rendesse triste anche quel viaggio. Ho trovato le chiavi e il sacchetto di attrezzi della tua inseparabile motocicletta, la Billa, quella col motore truccato e la rosa rossa dipinta sul serbatoio, quella che cavalcavi senza indossare il casco e che un piromane ha dato alle fiamme in una notte nella quale avevi 39 di febbre (e poi ti chiedono perché Floppartista?). Ti trovo ovunque. Sei la storia di una bimba alla quale rubarono i colori e che ogni giorno, ogni santissimo giorno sceso in terra, prende una scatola di pennarelli e rimette le cose a posto e ridipinge ogni angolo del foglio.

Ti scrivo per scusarmi a nome di chi non si scuserà mai e per restituirti ciò che ti hanno preso.

Ogni mattina sarò con te, al tuo fianco, non ti mollerò un attimo. Ti abbraccerò per tutti i giorni in cui questo sarebbe bastato a mandare via il mostro che ti seguiva. Sarò il tuo scudo quando tornerà e lo faremo scappare con il suono delle nostre risate. Ti voglio bene, un bene immenso e dovuto, gratuito. Ti tengo stretta la mano di bambina che aveva bisogno della mia forza, ma io ancora non ero lì.Ora ci sono; son qui per te, per Cana e per tutti gli amori che andranno e verranno. Mi spiace davvero per i torti che hai subito e per le mancanze e per le offese e per quelle maledette indifferenze che, oggi, combatti con tutta te stessa. Hai fatto così bene sulle macerie di te stessa che sono così orgogliosa. Son fiera e forte di ogni tua debolezza. Puoi riposare, se ne hai bisogno: non permetterò più a nessuno di svegliarti all’improvviso, di turbare il tuo sonno. Ho costruito un recinto, alto per i nemici e basso per gli amici. Ho staccato il telefono per i portatori di dolore e aperto le finestre per quelli che arrivano in volo carichi di gioia.

Ti avevo promesso un biglietto da cioccolatino e mantengo la promessa. ” L’amore guarisce tutto, come l’assenza ammala ogni cosa ”. Grazie per la pazienza, per il coraggio, per tutti quei giorni che arrivare alla fine è già una grande impresa. Grazie per questa vita davvero degna di essere vissuta.

 

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