LE COSE BELLISSIME CHE MI SONO ACCADUTE OGGI

Alice_Liddel_-_Beggar_Girl
Alice Liddell,la bambina che ebbe il coraggio di cadere nella tana di un coniglio e ci si divertì moltissimo!

Tanto per cominciare, quando stamattina mi son svegliata per la prima volta per spegnere la prima sveglia (ore 6.40) e ingurgitare il ribes nigrum (disperato tentativo di arginare la mia allergia alla mimosa), la cana era stupendamente sdraiata sul suo materasso in memory foam, sito sul lato destro del mio comodissimo letto (mio mio mio tutto mio comodo e spazioso :-)) e si era srotolata completamente. Sarà stata alta quasi quanto me per come si era allungata. Dicono che quando le bestie dormono così, è segno che son tranquille e si sentono al sicuro. Lei, qui, è in una botte di ferro. Io un pò meno, ma ho appreso dai corvi l’arte di giocare con le tempeste. La tranquillità non è ancora il mio mestiere.

 

Dalla tapparella, rigorosamente rotta, si indovinava un sole…mmmhhhh, un sole…mmmhhh…un sole…come?Ho trovato! Filtrava un sole che prometteva di essere caldo sulla pelle come quello che, in una giornata freddissima,  ti aspetta sul marciapiede opposto a quello dell’ombra per ristorarti con il suo calore. Il sole di oggi ha mantenuto la promessa.

Quando la sveglia ha suonato per la seconda volta (7.00), la cana è saltata su come una molla, ha fatto qualche giro su se stessa, mi ha infilato il muso in bocca mentre scodinzolava a ritmo vertiginoso e mi ha detto: -Presto, alzati, alzati, andiamo a passeggio, visto che sei ossessionata da ste passeggiate mattutine, e poi torniamo di corsa a casa a fare colazione. Si, non vedo l’ora di fare colazione. Pure tu, vero? -.Ho infilato pantaloni della tuta, calze e scarpe da ginnastica e lei mi ha praticamente trascinata per il quartiere per circa quarantacinque minuti. Non male, eh? Se non fossi vegana penserei seriamente di mangiare quello che mangia lei. Ha una forza invidiabile. Quando la sua lingua ha cominciato a essere talmente pendente da pulire le strade del circondario, siamo tornate, ansimando, più io  che lei. Il sole sulla pelle del viso era meraviglioso. Avevo raggiunto la temperatura perfetta. Il tempo cominciava, finalmente, a rallentare.

Siamo rientrate, abbiamo fatto colazione e io ho lavato i piatti di ieri sera, visto che avevo perso i sensi prima di poterlo fare. Poi ho detto: -Adesso, cara mia, io me ne vado a Pilates, perché giovedì è giorno di gnocchi e Pilates. – Mentre lo dicevo, mi preparavo per uscire, correvo da una stanza all’altra per riempire la borsa con le cose giuste, non solo con pesi inutili, e mi ripetevo che oggi non avrei dovuto far di fretta, che mi sarei potuta concedere di dilatare un pò il tempo che, solitamente, ottimizzo, rimbalzando e schizzando da un impegno all’altro. E qui, è scattata la molla. Sono entrata in modalità goduria. Tale modalità consiste nell’ascoltare esclusivamente i desideri e i bisogni che provengono dal mio corpo e dal mio cuore. E’ quasi un ritorno allo stato di lattante.

Uscendo dallo Studio Pilhouse, il sole mi ha aperto le braccia per avvolgermi come un bravo papà che ti venga a prendere all’uscita delle scuole elementari e ho, improvvisamente, sentito profumo di ristorante cinese. Siiiiii, oggi cinese take away e passeggiata senza meta!!!

Non devo correre a lavoro, ho il tempo, il tempo prezioso, amabile,meraviglioso petrolio della mia automobile. Sono andata dal micro ristorante cinese di San Paolo e ho ordinato involtini primavera, ravioli alla griglia e spaghetti di riso, tutto rigorosamente veg. Mentre aspettavo che preparassero il pranzo delle meraviglie, ho girovagato e mi sono imbattuta in uno stupendo negozio alla spina: negozio leggero.

Ho trascorso venticinque minuti a curiosare tra gli scaffali, stipati di merce sfusa, che potevi acquistare nella quantità desiderata senza devastare il pianeta con gli imballaggi. Sembravo Alice mentre cade nella tana del coniglio e cerca di vedere tutto ciò che la circonda. Ero avida di sapere cosa si potesse acquistare lì e, a dire il vero, si poteva comprare di tutto, dalla pasta sfusa ai profumi. Dopo aver ritirato il pranzo dalla cinese gentile, ho deciso che avrei dato la possibilità al 766 di riportarmi a casa. Mi illudevo? No, il 766 è passato dopo pochi minuti. Una signora, anziana e simpatica, si era appena messa a chiacchierare con me e dicevamo di come i bus non passino mai, specie il 766 e il 769,  e mi raccontava del figlio che (‘me pare pazzo’) si sveglia tutte le mattine alle 6 per camminare e sono apparsi i nostri bus, contemporaneamente, siiii, contemporaneamente, e ci siamo messe a ridere e, talmente ero felice, che il conducente del 766 si è messo a ridere pure lui, mentre mi guardava salire.

Appena ho aperto la porta di casa, la cana ha preso a scodinzolare forte e mi ha accompagnata alla stanza dei croccantini. Ha sbattuto il muso sulla porta fino a che non l’ho aperta e… si…l’ho accontentata. Croccantini per tutti. Oggi è il giorno delle cose belle!

Volete sapere che meravigliosa sorpresa ho trovato quando ho scartato il mio pranzo profumatissimo? Gli involtini primavera erano i più grandi che avessi mai visto, e mai mangiato, ovviamente.  Sembravano delle suole di scarpa numero 37 o anche 38, ve lo giuro. Erano profumati, scrocchiavano sotto ai denti, l’esterno croccante, l’interno morbido e speziato: buonissimi. I ravioli??? Bruciacchiati a dovere e aromatizzati ai chiodi di garofano. Adorabili. La cana ha approfittato di una mia distrazione per masticare la busta di carta che li aveva contenuti. Credo fosse parecchio saporita, visto che ne è avanzata ben poca. E, intanto, gli effetti del Pilates salivano, come salgono quelli delle sbornie, e il dolore al collo era quasi completamente sparito. Satolla e felice potevo andare, finalmente, a lavoro.

Chi è caduto spesso sa di cosa sia fatta la gioia!!! Vi voglio bene e anche Cana ve ne vuole!!!

2 pensieri riguardo “LE COSE BELLISSIME CHE MI SONO ACCADUTE OGGI

  1. Sono finito nel tuo blog per caso, e mi è piaciuto. Ho letto che sei vegana e questo ci accomuna. I tuoi post sono simpatici e scritti con allegria.
    Insomma, mi sa che mi metto comodo qui in un angolino e me ne sto a guardare.
    Un bacione alla cana…

    Mi piace

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