NERE A META’

Buongiorno,  mondo. Stamattina abbiamo fatto un pó tardi. Lei non aveva voglia di abbandonare il suo lettino in memory foam (e te credo) e si era appallottolata perfettamente chiudendo la palla di pelo con la folta coda sovrapposta agli occhi. Un chiaro esempio di non vedo non sento non parlo e non se ne parla proprio di passeggiare vacci da sola a passeggio che é pure pericoloso. Io non mi son fatta pregare. Ho grugnito alla sveglia e le ho detto ‘Dai ancora dieciiiiiii minuti’. La sveglia ha obbedito,  ma i minuti son diventati sessanta e anche un pó di più.  Insomma, siamo uscite che erano le 8.40 che lusso! E abbiamo una mare di cose da fare. Lei deve  mangiare,  dormire,  scodinzolare, combattere con la palla per estrarre i premi incastrati nei buchi, leccare e abbaiare alla bisogna. Che fatica.  E io di più!

Facciamo colazione con la radio. Non ho voglia di fare la spremuta,  stamattina. Avenachok e cereali e caffé a fiumi. E la radio passa i ricordi di Pino Daniele.  Son passati tre anni. Me lo ricordo bene quel giorno. Passeggiavo con Cana; la radio che mi accompagnava con l’inseparabile auricolare e,  improvvisamente,  sento la notizia della morte di Pino Daniele. Me lo ricordo benissimo. Suoni,  accenti,  note che mi riportavano a casa,  in riva al mare, ondate di ricordi ascoltando musicassette nelle radio delle vecchie fiat requisite a genitori distratti, rumori di mercati la domenica mattina a contrattare per il prezzo delle zucchine,  nonni,  paste alla crema, primi amori, gite in barche da pescatori,  amici milanesi da educare alla ‘sudità’. Pino era un parente,  un amico,  uno zio che mi cantava nell’orecchio per farmi stare sempre a casa,  era l’amico di Massimo Troisi che avevo conosciuto e amato immensamente.  

Oggi,  se passate da Napoli,  andatevi a mangiare un nero a metà, il dolce dedicato a lui,  e pensate che anche io e la cana ce lo stiamo gustando,  appollaiate sul terrazzo di fronte al mare della nostra adolescenza,  con le cuffie del walkman nelle orecchie e il tasto rewind mezzo rotto per via dell’uso eccessivo. 

Buona giornata!

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